"Suoi temi preferiti il paesaggio e la natura morta. Quei suoi paesaggi eccezionali uniti da un sentimento che interpreta la realtà e ne filtra liriche immagini. ne nascono emozioni per gli ampi panorami sotto la neve, e per le piccole cose del quotidiano unite, uno accanto all'altra, in un equilibrio particolare, che sono portate a far parte del ricordo, dell'antica memoria, del sentimento dolce e sognante. Una atmosfera affettiva ed intellettuale che non si basa sulla tecnica, pur necessaria, quanto su una esposizione caratteriale, una visione aspra che si confonde con l'amore. Di notevole impatto anche la forza dell'accostamento dei colori, un colore che tende sempre più a diventare emozione, fremito, rendendo il lavoro in un perenne misterioso nascere ed il tema un lungo discorso non finito, perché non finisce il mutare della natura, non finisce l'accumularsi degli oggetti, non finisce né il tempo né lo spazio avviato a nuove ricerche e a nuove continuità di espressione. Su tutto la fedeltà di Franca Moraglio Giugurta per un ambiente che la ispira, che è il suo giusto mondo, sempre in un sentimento artistico di spirituale contemplazione e gentile e sincera estasi creativa." 
Giorgio Falossi da “Gli Ultimi 50 anni nella pittura e scultura italiana” 

Alla scuola della natura e di grandi maestri,l'Autrice è diventata una delle voci cromatiche più significative della pittura italiana. I suoi colori tenui e sfumati evocano momenti essenziali del paesaggio della Valbormida. L' anima fluviale è certamente l'indagatrice lirica più ispirata e coerente dei misteri della natura,delle acque e delle  selve,dei sussurri del vento che piega alberi e erbe.
Sirio Guerrieri

Con versi di grande bellezza,e di raffinata connotazione lirica,anche se di spessa concretezza,Franca Moraglio Giugurta esterna senza veli il suo mondo dell'anima. Il "taglio" sfiora,a tratti,il genere narrativo,strutturandosi di proposizioni incidentali o, comunque,di posizionature dei lemmi che frenano la musicalità. In altri momenti poetici,invece il ritmo prende il sopravvento e i versi assumono,allora,un'accentuata forza espressiva. I suoi centri d'interesse sono vasti e rivolti,in particolare,alle problematiche psicologiche che caratterizzano l'essere umano,immerso nella realtà del contingente e dell' effimero. Eppure la poetessa sa godere i beni supremi della libertà, dell'amore e della splendida natura,di cui subisce il fascino. In presenza di aspetti situazionali frustranti,tristissimi,il suo canto diventa "pianto"… lirico,che,non riuscendo a trattenere dentro,comunica al lettore(e lo porta alla commozione);ma lo fa con dolcezza,con garbo,quasi con pudore,come nella lirica "Elegia per una bambina".
Marco Delpino e Paolo Riceputi

"Di un poeta che si dedica anche alla pittura non interessano, di solito, - e sarebbe invece giusto il contrario, da un punto di vista critico - il complesso rapporto tra le due diverse attività e le loro comuni ragioni o implicazioni. Questa rinunzia crediamo che sia causata dalla difficoltà di una operazione, che dovrebbe assimilare o indicare come equivalenti quelle caratteristiche specifiche e proprie di ciascuna differente attività artistica. Tuttavia, in certi casi particolari, sono tali l'impegno e la ricerca di una totale visione delle cose e della natura, da parte di un artista-scrittore - come nel caso della nostra Franca Moraglio Giugurta - e così intensa è la sua capacità inventiva, in unione con una profonda riflessione, che la scrittura poetica ne risulta come amplificata e capace di rinviare, almeno indirettamente e metaforicamente o per analogia, anche se non esplicitamente, alle forme differenti della pittura e alle sue implicazioni profonde, come alle radici uniche e comuni di una sua generale 'imitazione' del mondo e della natura." 

Neuro Bonifazi